Roma ospita il CSAIN International Dance Competition 2026: danza, sport e inclusione tra culture

Roma torna protagonista sulla scena della danza grazie al CSAIn International Dance Competition 2026, un evento che dal 19 al 30 agosto trasformerà la città in punto di riferimento per ballerini e coreografi provenienti da tutta Europa. Organizzato dal comitato regionale C.S.A.In Lazio con il sostegno della Regione Lazio, il campionato riunisce delegazioni di atleti selezionati attraverso tappe eliminatorie che, nell’ultimo anno, hanno coinvolto nove nazioni: Belgio, Francia, Germania, Olanda, Romania, Spagna, Svizzera, Turchia e Italia.

La manifestazione si svolge presso l’Impianto Sportivo Babel e le Sale Congressi Colombo, con un programma fitto di competizioni che spaziano dalla danza classica alla contemporanea, dalle danze urban alla moderna, fino al ballo sportivo e alle danze caraibiche. Le semifinali e finali di danze Urban si tengono dal 19 al 23 agosto, mentre i quarti di finale di ballo sportivo si svolgono dal 20 al 22 agosto nelle Sale Congressi Colombo. Il 23 agosto è invece dedicato alle semifinali e finali di ballo sportivo e danze caraibiche, il 24 agosto alle semifinali di danza moderna e classica. La grande finale internazionale di danza moderna, contemporanea e classica avrà luogo il 30 agosto.

Le pedane romane vedranno alternarsi danzatori e danzatrici di straordinaria qualità artistica e tecnica, in un contesto che valorizza l’espressività e la presenza scenica. Il CSAIN International Dance Competition non è solo una gara, ma una vera e propria esperienza formativa e culturale, dove la competizione si trasforma in occasione di incontro e confronto tra tradizioni e stili differenti.

Il campionato, fedele alla vocazione del C.S.A.In di promuovere lo sport come veicolo di crescita e inclusione, mira a garantire un livello agonistico rigoroso e al tempo stesso a favorire lo scambio tra atleti di varie nazionalità. Il confronto tecnico e stilistico elevato, sottolineato dalla presenza di delegazioni da nove Paesi, rappresenta il cuore pulsante dell’evento, come racconta il direttore artistico Massimo Palmieri: “Il nostro obiettivo è offrire un programma tecnico che rappresenti in modo esaustivo le diverse discipline coreutiche. Ospitare delegazioni internazionali assicura un confronto che arricchisce il percorso professionale e artistico degli atleti”.

La complessa organizzazione della manifestazione, coordinata dalla squadra guidata dal presidente Marcello Pace, la coordinatrice Mayla Pace e il direttore artistico Palmieri, garantisce condizioni di gara impeccabili per tutti i partecipanti, rispettando le specificità di ogni disciplina. Maria Luisa Cavallo e Silvio Tufanari curano il coordinamento tecnico, mentre Diana Giofrè e Matteo Frati assicurano il supporto operativo; Emanuela Silvestri coordina lo staff territoriale.

La partecipazione è suddivisa in categorie Baby, Junior, Senior e nella sezione “NewLab”, pensata per gruppi di età mista. Il presidente C.S.A.In Lazio, Marcello Pace, sottolinea: “La danza sportiva dimostra come agonismo e inclusione possano convergere. L’attività sportiva diventa un ponte tra culture e percorsi diversi, favorendo rispetto e condivisione tecnica”.

Calendario delle competizioni

·       19-23 agosto: Impianto Sportivo Babel, Roma – Semifinali e finali di danze Urban e ballo sportivo

·       20-22 agosto: Sale Congressi Colombo, Roma – Quarti di finale di ballo sportivo

·       23 agosto: Sale Congressi Colombo – Semifinali e finali di ballo sportivo e danze caraibiche

·       24 agosto: Sale Congressi Colombo – Semifinali di danza moderna e danza classica

·       30 agosto: Sale Congressi Colombo – Finale internazionale di danza moderna, contemporanea e classica

Per informazioni e dettagli, è possibile contattare la segreteria CSAIN Lazio via WhatsApp (331 636 0537), email (segreteria@csainlazio.it) o telefono (06 8366 4599).

L’appuntamento si preannuncia imperdibile per tutti gli appassionati di danza e sport: Roma, ancora una volta, si conferma crocevia di talenti e culture, in uno spettacolo che unisce arte, agonismo e inclusione, sotto il segno della passione per la danza.

Ufficio stampa: Monica Menna (monica.menna@sisicommunication.it – 328 9448311), Alessandra Teutonico (alessandra.teutonico@sisicommunication.it – 392 5089173). Seguici su Facebook (Sisi Communication) e Instagram (sisi_communication).

Eleonora Marino

#eleonoramarinojournalist

La Magia della Musica Russa ad Erice: Tradizione e Innovazione nella Settima Edizione dell’International School of Musical Sciences

Dal 13 al 24 agosto 2026, l’antica città siciliana diventa punto di incontro tra culture e note classiche

Erice si prepara a risuonare di melodie che sanno di lontano ma parlano il linguaggio universale dell’arte. Dal 13 al 24 agosto 2026 la settima edizione dell’International School of Musical Sciences, diretta dal Maestro Roberto Giuliani e promossa dalla Fondazione Ettore Majorana, trasforma questa città in un palcoscenico internazionale dove la musica russa torna protagonista, interpretata dai talentuosi concertisti dell’Accademia Gnesin.

Il progetto “Santa Cecilia a Erice”, sostenuto dalla Casa Russa a Roma, vede ancora una volta la partecipazione di docenti e studenti provenienti dall’Accademia Russa di Musica Gnesin, istituzione di assoluto prestigio nel panorama didattico e artistico russo. La sinergia tra Russia e Italia si rinnova nel solco di una tradizione che fa della musica un ponte tra popoli, come sottolinea Daria Pushkova, direttore della Casa Russa: “La musica non ha bisogno di traduzione, avvicina persone di paesi diversi e contribuisce alla nascita di solide relazioni professionali all’interno della comunità musicale internazionale.”

Quest’anno la rassegna porta il titolo “Voci e strumenti da Mozart a Prokofiev”. In dieci giorni, i musicisti russi si esibiranno in sette concerti e condurranno masterclass rivolte agli allievi internazionali, offrendo un repertorio variegato che abbraccia i grandi compositori russi, italiani ed europei. L’appuntamento inaugurale, fissato per il 14 agosto alle ore 19.00 presso l’Istituto Wigner-San Francesco, sarà dedicato al 135° anniversario della nascita di Sergej Prokofiev, con la presenza di docenti e studenti dell’Accademia Gnesin: Aleksei Vaker, Olga Vaganova, Nadezhda Ivanova e un ensemble di giovani talenti.

I concerti previsti il 14, 17, 18, 20, 21, 23 e 24 agosto vedranno protagonista la grande musica classica russa, con brani di Prokofiev, Šostakovič, Rachmaninov, Čajkovskij, Scriabin e altri autori che hanno inciso profondamente nella storia della musica mondiale. Le esecuzioni si svolgeranno negli angoli più suggestivi di Erice: dagli austeri monasteri alle pittoresche piazze medievali, offrendo agli spettatori un’esperienza sensoriale unica, immersi tra arte e storia.

Non solo musica, ma anche scienza e cultura: la Fondazione Ettore Majorana e Centro di Cultura Scientifica, fondata nel 1962, rappresenta da anni una realtà di eccellenza, definita “Università del Terzo Millennio”. Il Centro ospita ricercatori da tutto il mondo e promuove dialogo, conferenze e alta formazione, con il patrocinio della Federazione Mondiale degli Scienziati. A Erice, nel 1982, tre giganti della fisica — Zichichi, Kapica e Dirac — firmarono il Manifesto di Erice che sancisce il valore universale della scienza e il suo uso pacifico.

Il ritorno della musica russa, dunque, si inserisce in un contesto che celebra non solo il talento ma anche la collaborazione tra popoli, in una Sicilia che sa accogliere e fare propria ogni sfumatura culturale.

Carlo Marino

#carlomarinojournalist

L’International Scledum Film Festival: Schio (VI). Una seconda edizione che celebra arte, inclusione e territorio

Si è appena conclusa la seconda edizione dell’International Scledum Film Festival, manifestazione promossa dall’associazione Stanza Perfetta APS e guidata dalla direzione artistica di Alessandro Carrieri, affiancato dal co-organizzatore Filippo Dorigato. Schio, per quattro intensi giorni, si è trasformata in un crocevia di cinema, cultura, artigianato e riflessione sociale, ospitando professionisti, artisti e un pubblico entusiasta.

Il festival ha visto trionfare “A New Day” del regista iraniano Darius Rezaei come Miglior Cortometraggio, mentre “I Dead to Irpin” della regista ucraina Anastasia Falileieva ha conquistato il premio per il Miglior Cortometraggio Sperimentale. “Fiabetix” di Lorenzo Giovenga e Giuliano Giacomelli si è aggiudicato il riconoscimento per i Migliori Costumi. Da segnalare anche la Menzione Speciale a “Velocità di fuga” di Andrea Belcastro e il Premio del Pubblico a “Due” di Lisa Riccardi, già nota per la sceneggiatura di “Due cuori e due capanne”.

La serata finale ha regalato al pubblico la proiezione speciale di “Tutti giù per terra” di Marco Simon Puccioni e, in anteprima, il raffinato cortometraggio “Love monster” diretto da Valeria Golino per Fendi, con Pietro Castellitto e Leila George. Un segno tangibile del dialogo sempre più stretto tra cinema, moda e narrazione visiva.

L’edizione 2026, dedicata alla Mente Umana, ha affrontato tematiche profonde come fragilità, resilienza, creatività e inclusione. Tra le opere più emozionanti: “Lasciateci perdere” di Niccolò Ferrero, dedicato alla Nazionale italiana di calcio a cinque per non vedenti; “Le Farfalle della Giudecca” di Rosa Lina Galantino e Luigi Giuliano Ceccarelli, intenso racconto sulla rinascita delle detenute del carcere femminile veneziano; “Il Principe della Follia” di Dario D’Ambrosi, che ha portato sul palco il tema della salute mentale con grande umanità.

Non sono mancati momenti di riflessione come l’incontro su “Come il vento”, con Valeria Golino, Marco Simon Puccioni e Giampietro Preziosa, dedicato alla figura di Armida Miserere e al valore civile del cinema.

Il centro storico di Schio è stato teatro dello spettacolo itinerante “Nei pensieri di Alda”, dedicato ad Alda Merini, con la partecipazione della figlia Emanuela Carniti e la lettura della poesia “A tutti i giovani raccomando” interpretata da Sofia D’Elia. Le sfilate curate da Tramando Creazioni Sartoriali ed Eliodora Barolli hanno celebrato il costume cinematografico, mentre la mostra di Stefano Nicolao ha presentato costumi originali da produzioni internazionali come “Elizabeth”, “Marco Polo” e “Farinelli”, insieme a riproduzioni degli abiti indossati da Florinda Bolkan.

Apprezzata anche “Il mondo di Leo”, mostra del giovane artista autistico Leonardo Ottoni, che attraverso l’arte ha raccontato il valore dell’inclusione e della diversità.

Tra gli appuntamenti più partecipati, la masterclass di Sergio Stivaletti, maestro degli effetti speciali, e gli incontri dedicati ai professionisti dell’audiovisivo sui temi del tax credit e della distribuzione dei cortometraggi, a cura di Cinema & Imprese e APIC. Il festival si conferma così luogo di formazione e confronto per il settore.

Applaudite le presentazioni di “Il protagonista” di Fabrizio Benvenuto, “Tria Fata” introdotto dall’attore Mark Grosy e il film “R.I.P.” presentato dai registi Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis.

Sono stati assegnati i Premi Speciali alle Eccellenze Venete nel Mondo: la costumista Catherine Buyse, il soprano Katia Ricciarelli, il free climber Tom Perry, la creativa Venucia De Russi e il designer Paolo Gnutti. Un riconoscimento al talento veneto che si distingue nel mondo.

Il festival ha consolidato il gemellaggio con l’International Sound & Music Film Festival di Varaždin, culminando in un suggestivo cine-concerto finale dedicato all’instabilità mentale, a conferma della vocazione artistica e culturale dell’evento.

Barbara Corzato, vicesindaca e assessora alla Cultura, ha sottolineato come Schio sia ormai un punto di riferimento culturale e cinematografico regionale, grazie alla qualità del progetto e alla capacità di fare rete. Il direttore artistico Alessandro Carrieri ha rimarcato il ruolo del costume cinematografico nel raccontare il cinema da una prospettiva diversa, mentre Filippo Dorigato ha evidenziato il legame tra tradizione tessile e creatività artigianale, ribadendo l’importanza di investire nel festival come motore di sviluppo e promozione territoriale.

L’appuntamento è fissato per il 2027, con la terza edizione già in cantiere. Schio si prepara a consolidare una manifestazione che unisce cinema, costume, artigianato, cultura e valorizzazione del territorio, confermandosi sempre più vetrina autorevole nel panorama nazionale.

L’International Scledum Film Festival dimostra che, come recita il proverbio, “l’unione fa la forza”. Con il coraggio di innovare e la volontà di valorizzare le eccellenze locali, Schio ha saputo creare un evento capace di parlare a pubblici diversi, promuovere inclusione e offrire nuove opportunità di crescita. Una storia che continua, con la promessa di nuovi incontri, scoperte e emozioni nel segno del grande cinema.

Rosaria Russo

#IlFarodiRoma

#lamascheraditespi

La pittrice Feny Parasole alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia

Venerdì 14 agosto 2026, alle ore 17.00, presso lo Spazio Berlendis, situato in Cannaregio 6301/A (VE), avrà luogo una conversazione con la pittrice Feny Parasole, ospite all’interno del Padiglione Nazionale del Grenada, nell’ambito della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. L’incontro offrirà l’opportunità di approfondire la poetica dell’artista, la cui cifra stilistica si distingue per una interpretazione personale delle correnti astrattiste e informali che hanno segnato il panorama artistico italiano del Novecento. Parasole, guidata da una passione per la chimica, sperimenta con tecniche e materiali diversi, conferendo alle sue opere una dimensione innovativa e ricercata.

Durante l’evento sarà presentata al pubblico l’opera “Gabriel” (acrilico su tela), che affronta una tematica intrinsecamente connessa al racconto biblico dell’Annunciazione e alla figura dell’arcangelo Gabriele, messaggero della volontà divina e ponte tra il cielo e la terra. In questa composizione, Parasole esprime il suo interesse per la ricerca pittorica affidando all’acrilico—spesso di sua formulazione—la capacità di veicolare una comunicazione essenziale e intensamente simbolica. L’artista evita deliberatamente una rappresentazione figurativa del santo, preferendo evocare la sua presenza attraverso pochi elementi allusivi: la tela è dominata da un fondo oscuro, su cui si stagliano rapide pennellate verticali, espressione di un gesto spontaneo e vibrante, che suggeriscono la presenza angelica senza ricorrere a una descrizione diretta delle sembianze.

L’assenza di una definizione formale apre lo spazio a una dimensione contemplativa, in cui la luce emerge dall’oscurità quale manifestazione del sacro. Il messaggio si rafforza nel contrasto netto tra bianco e nero, richiamando le sperimentazioni con inchiostro su carta del celebre Pierre Soulages. La tela, così, si configura come luogo in cui l’invisibile si fa visibile, traducendo in immagine il momento della rivelazione divina e il delicato rapporto tra realtà terrena e trascendenza.

Breve biografia di Feny Parasole: Feny Parasole è un’artista originaria di Bra, la cui carriera è stata arricchita da numerose partecipazioni e riconoscimenti. Tra questi si annoverano la presenza, in più edizioni, sul prestigioso annuario «Atlante dell’Arte Contemporanea» edito da Giunti, nella sezione internazionale; l’esposizione ad Art Basel Miami con lo stand Start (2024); la partecipazione alla Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma (2018) e al Castello di Belgioioso (2025). Ha inoltre ottenuto il premio alla carriera presso la Camera dei Deputati a Roma (2018).

Rosaria Russo

 

Tiziano e il paesaggio

Nel 450° anniversario della morte di Tiziano Vecellio, Pieve di Cadore rende omaggio al suo figlio più illustre con un ricco programma di iniziative culturali che intrecciano arte, territorio, paesaggio, gastronomia e linguaggi contemporanei. Al centro delle celebrazioni si colloca la mostra “Tiziano e il paesaggio”, allestita presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore e visitabile fino al 18 ottobre.

L’esposizione offre l’occasione per riscoprire non soltanto la grandezza del maestro della pittura veneziana del Rinascimento, ma anche il legame profondo che unisce la sua opera alla terra d’origine. Le Dolomiti Bellunesi, infatti, conservano ancora oggi tracce significative della presenza e dell’eredità di Tiziano: luoghi, chiese, palazzi, musei, opere d’arte e scenari naturali che raccontano una storia in cui la bellezza del paesaggio diventa parte integrante della memoria culturale del territorio.

Visitare Pieve di Cadore significa entrare in un vero e proprio itinerario tizianesco. Attorno a Piazza Tizianosi concentrano alcuni dei luoghi più rappresentativi legati alla vita e alla memoria del pittore: la Casa natale, la Casa di Tiziano l’Oratore, sede della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, con il Museo Archeologico Cadorino, e la Chiesa Arcidiaconale di Santa Maria Nascente.

Proprio quest’ultima custodisce una delle opere più significative del rapporto tra Tiziano e la sua comunità d’origine: la Madonna con il Bambino tra i santi Tiziano e Andrea, tra gli ultimi lavori realizzati dal pittore per il Cadore. A poca distanza, una passeggiata attraverso una faggeta secolare conduce al Forte di Monte Ricco, fortificazione ottocentesca oggi recuperata come spazio espositivo e culturale. Da qui lo sguardo si apre su Pieve e sul paesaggio dolomitico che accompagnò l’infanzia del maestro.

Questo intreccio tra luoghi della vita, opere d’arte e ambiente naturale rende il percorso particolarmente suggestivo: Tiziano non viene raccontato soltanto come grande protagonista della storia dell’arte, ma anche come figura profondamente radicata in un territorio che ha contribuito a formare la sua sensibilità visiva.

La mostra allestita al Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore rappresenta il fulcro delle celebrazioni. L’esposizione mette in dialogo tre dipinti di Tiziano con incisioni e visioni provenienti da importanti musei nazionali, proponendo una riflessione sul ruolo del paesaggio nell’opera del maestro.

Accanto a questa iniziativa, la mostra “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”, ospitata alla Casa di Tiziano fino al 18 ottobre, completa il percorso culturale, offrendo un ulteriore sguardo sul Cadore e sulla sua rappresentazione artistica.

L’iniziativa è sostenuta dal Fondo Grandi Eventi, coordinato dalla Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, che promuove il territorio attraverso il marchio Dolomiti Bellunesi – The Mountains of Venice. L’obiettivo è valorizzare in modo unitario il patrimonio culturale, paesaggistico, naturalistico ed enogastronomico delle Dolomiti Bellunesi, proponendo un’offerta turistica capace di parlare a pubblici diversi durante tutto l’anno.

Rosaria Russo

#ilfarodiroma

#lamascheraditespi

A Milano i Brueghel a Palazzo Reale: la dinastia fiamminga che inventò la pittura moderna

C’è un nome che attraversa la storia dell’arte europea come un marchio di famiglia e, insieme, come un laboratorio di immagini destinato a cambiare il modo di guardare il mondo: Brueghel. A questa celebre dinastia fiamminga Palazzo Reale di Milano dedica I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, in programma dal 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. Si tratta della prima grande esposizione italiana dedicata a una delle famiglie artistiche più influenti del Rinascimento europeo, promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE.

Il progetto, ideato da Bernard Aikema e curato da Carlotta Striolo, riunisce oltre ottanta opere tra dipinti, disegni e stampe per raccontare non soltanto la vicenda artistica dei Brueghel, ma anche la nascita di un nuovo sistema visivo. Dai paesaggi innevati alle burrasche marine, dalle nature morte alle scene di vita contadina, fino alle battaglie, la mostra accompagna il pubblico alle origini di quei “generi pittorici” che avrebbero dato forma alla pittura moderna europea.

Nelle sale di Palazzo Reale, la produzione della bottega fiamminga viene inserita in un più ampio scenario culturale ed economico. Accanto ai Brueghel compaiono confronti con maestri come Paul Bril, Jan van Goyen e la bottega dei Bassano, restituendo l’intreccio di relazioni, modelli e mercati che rese possibile l’affermazione internazionale della dinastia. Il percorso mette così in luce un passaggio decisivo: il momento in cui l’arte, liberandosi progressivamente dai soli circuiti della committenza religiosa e aristocratica, iniziò a rivolgersi a un pubblico più ampio, borghese e collezionista.

La rassegna milanese non si limita dunque a presentare una sequenza di capolavori: invita a osservare come nasce un linguaggio comune dell’arte europea. Dietro la fortuna del nome Brueghel si riconosce infatti una straordinaria capacità di innovazione, produzione e diffusione delle immagini, capace di trasformare soggetti quotidiani, paesaggi e scene popolari in modelli destinati a circolare per secoli. Per questo la mostra si annuncia come un’occasione preziosa non solo per riscoprire una grande famiglia di pittori, ma anche per comprendere l’origine di molte categorie con cui ancora oggi leggiamo e interpretiamo la pittura.

Eleonora Marino

Atmosfere verso il gran finale: Carlo Marrale e Mauro Di Domenico chiudono la quarta edizione

Si avvia alla conclusione la quarta edizione di Atmosfere, il festival multidisciplinare che tra maggio e luglio ha intrecciato musica, teatro, letteratura e racconto in uno dei luoghi più suggestivi del Lazio, affacciato sul Lago di Bracciano. Gli ultimi due appuntamenti, in programma sabato 25 e domenica 26 luglio, accompagneranno il pubblico verso il gran finale con due protagonisti d’eccezione: Carlo Marrale e Mauro Di Domenico.

Sabato 25 luglio sarà ospite del festival Carlo Marrale, storico fondatore dei Matia Bazar e autore di alcune delle pagine più amate della musica italiana. Con Amare il Mare, Marrale proporrà uno spettacolo acustico e profondamente intimista, pensato come un viaggio attraverso cinquant’anni di carriera, tra canzoni, racconti personali e ricordi condivisi.

Le sue composizioni, spogliate degli arrangiamenti originali, ritroveranno l’essenza da cui sono nate, trasformando il concerto in un dialogo diretto con il pubblico. La musica diventerà così occasione di riflessione sul rapporto tra uomo e natura e sul valore del mare come memoria, ispirazione e bene da custodire.

Il tema si inserisce pienamente nel filo conduttore di questa edizione di Atmosfere, dedicata all’acqua come simbolo di connessione, vita e trasformazione. Autore di successi entrati nella storia della musica italiana come Vacanze romane, Ti sento, Per un’ora d’amore, Cavallo bianco e C’è tutto un mondo intorno, Marrale accompagnerà gli spettatori in un percorso fatto di emozioni autentiche e memoria collettiva.

Domenica 26 luglio il festival si chiuderà con un appuntamento speciale che vedrà protagonista il direttore artistico Mauro Di Domenico. Musicista di fama internazionale, compositore e autore, Di Domenico presenterà il suo nuovo libro Uno Stregone a Napoli – Eduardo Caliendo, la Chitarra, un intenso omaggio al maestro Eduardo Caliendo, figura centrale della tradizione musicale napoletana e punto di riferimento per la formazione artistica di intere generazioni.

Più che una semplice biografia, il volume si presenta come un viaggio nella memoria culturale di Napoli, tra i vicoli del Rione Sanità, dove la musica diventa strumento di crescita, identità e condivisione. Attraverso ricordi personali e testimonianze, prende forma il ritratto di un maestro capace di trasmettere non soltanto tecnica musicale, ma una vera filosofia dell’ascolto e della libertà.

Attorno alla casa-scuola di Caliendo sono cresciuti artisti come Edoardo ed Eugenio Bennato, Roberto Murolo, Roberto De Simone, Renzo Arbore, Luca De Filippo, Erri De Luca e molti altri protagonisti della cultura italiana. L’incontro offrirà anche l’occasione per ripercorrere la carriera internazionale di Mauro Di Domenico, che nel corso degli anni ha collaborato con personalità come Ennio Morricone, Nicola Piovani, Luis Bacalov, Giuseppe Tornatore, Inti-Illimani, Roberto Vecchioni, Massimo Ranieri, Mauro Pagani, Phil Manzanera, Eugenio Bennato e numerosi altri artisti della scena mondiale.

Con dieci appuntamenti distribuiti tra maggio e luglio, Atmosfere ha confermato anche quest’anno la propria identità di festival capace di far dialogare linguaggi artistici diversi e di valorizzare il rapporto tra cultura e paesaggio.

Dal suggestivo Concerto per l’Acqua con Enten Hitti e Ilaria Drago, passando per gli appuntamenti con Rosario Di Bella, Enzo De Caro, Claudia Bombardella, Paul Manners, Nando Paone, Badarà Seck e Totò Cascio, il festival ha costruito un percorso culturale coerente, in cui musica, teatro e narrazione hanno dialogato con il paesaggio del Lago di Bracciano, trasformando ogni serata in un’esperienza artistica immersiva.

Il viaggio della quarta edizione si avvia così alla conclusione continuando a perseguire la propria missione: rendere la cultura uno spazio di incontro aperto e condiviso, dove la qualità artistica si coniuga con la capacità di coinvolgere pubblici diversi. Atmosfere saluta il suo pubblico con due giornate dense di musica, memoria e racconto, dando appuntamento alla prossima edizione.

Eleonora Marino

Totò Cascio torna sul palcoscenico per raccontare una storia intensa di successo, dolore e rinascita

Dopo aver commosso il pubblico di tutto il mondo con il volto indimenticabile del piccolo Totò in Nuovo Cinema Paradiso, il capolavoro di Giuseppe Tornatore premiato con l’Oscar come Miglior Film Straniero, Totò Cascio è tornato sul palcoscenico per raccontare una storia intensa di successo, dolore e rinascita.

Sabato 18 luglio, alle ore 21, ai Giardini del Torrione di Anguillara Sabazia, l’artista si è esibito con La gloria e la prova, performance inserita nel programma di Atmosfere Festival – Nel palazzo e nei giardini, la rassegna diretta artisticamente da Mauro Di Domenico.

Lo spettacolo non è stato soltanto l’incontro con uno degli attori bambini più amati del cinema italiano, ma un racconto sincero e profondamente umano. Sul palco, Cascio ha ripercorso l’ascesa folgorante vissuta in giovanissima età, il successo internazionale, il Premio BAFTA conquistato grazie al film di Tornatore e una carriera che sembrava destinata a proseguire accanto a grandi maestri, da Pupi Avati a Duccio Tessari.

Poi, improvvisamente, il silenzio.

Per anni il pubblico si è chiesto perché Totò Cascio fosse scomparso dalle scene. Solo molto tempo dopo l’attore ha scelto di raccontare la verità: una grave malattia degenerativa della vista, la retinite pigmentosa con edema maculare, lo ha costretto ad allontanarsi dal cinema e ad affrontare un lungo percorso di accettazione, sofferenza e rinascita.

Da questa esperienza è nata una performance intensa e coinvolgente, tratta dall’omonimo libro, in cui la memoria del cinema si intreccia con il racconto personale. Con sensibilità e misura, Cascio ha accompagnato gli spettatori tra i ricordi dell’infanzia sul set, il legame speciale con Giuseppe Tornatore – che continua a chiamare affettuosamente “Peppuccio” – e la faticosa conquista di una nuova serenità, trasformando una vicenda privata in un messaggio universale di speranza.

A dare ulteriore profondità al racconto sono state le incursioni musicali di Mauro Di Domenico, chitarrista e direttore artistico del festival, chiamato a costruire con la sua musica un dialogo continuo tra parole, memoria ed emozioni.

La gloria e la prova è il racconto di una seconda possibilità, di una vita che continua anche quando sembra essersi fermata. Una testimonianza autentica di fragilità, coraggio e resilienza, capace di ricordare come anche le prove più difficili possano diventare occasione di consapevolezza e rinascita.

Un appuntamento speciale che ha confermato la vocazione di Atmosfere Festival: proporre incontri capaci di intrecciare arte, musica, letteratura e grandi storie di vita nei luoghi più suggestivi del territorio.

Eleonora Marino

Alla quindicesima edizione del Premio Moda Matera 2026, la stilista riceve il riconoscimento “Estro Creativo”

Matera ha fatto da cornice a una serata dedicata alla moda, alla cultura e al dialogo mediterraneo. Nella suggestiva Piazza San Francesco d’Assisi, cuore della Città dei Sassi, la fashion designer Piedades Villavicencio Rossell è stata tra le protagoniste della quindicesima edizione del Premio Moda Matera 2026, presentando in passerella le sue nuove creazioni di Alta Moda.

L’evento, andato in scena venerdì 10 luglio, ha unito spettacolo, eleganza e memoria visiva in un’atmosfera resa ancora più intensa dalle note del compositore Luis Bacalov. In questo scenario, la stilista ha portato una collezione capace di coniugare ricercatezza sartoriale e sensibilità contemporanea.

Le creazioni firmate Piedades Villavicencio Rossell si distinguono per l’impiego di sete pregiate, nuance pastello e linee fluide, pensate per valorizzare la silhouette con eleganza e naturalezza. Una cifra stilistica che conferma l’identità del brand e che è valsa alla couturier il prestigioso Premio “Estro Creativo”, riconoscimento assegnato nel corso della manifestazione.

Tra i momenti più attesi della serata, il tributo a Brigitte Bardot, icona senza tempo di libertà e stile. Per l’occasione, la designer ha presentato un abito in seta nera con corpetto strutturato e ampia gonna in stile anni Cinquanta, impreziosita da una sottogonna bianca a pois neri. Il capo richiama il celebre immaginario del Festival di Cannes del 1956, quando Bardot contribuì a ridefinire, anche attraverso la moda, un’idea nuova e più libera di femminilità.

L’abito omaggio sarà esposto nella mostra “ModArt”, nell’ambito della nona edizione del “ModArt Cult Exhibition” in via del Corso. Il vernissage, tenutosi il 12 luglio, ha visto la presenza del fotografo Nino Barillari e dello storico dell’arte Antonello di Pinto. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 26 luglio 2026.

La serata è stata condotta da Beppe Convertini, affiancato da Ivana Pantaleo, e ha ospitato anche la consegna di premi alla carriera a firme del giornalismo italiano, tra cui Ilaria Mauri, Carlo Vulpio, Nicoletta di Feo, Bea Spediacci e Cinzia Maldini.

A sostenere l’organizzazione, una rete di professionalità guidata dalla direzione artistica di Enzo Centonze, con regia e coreografie di Stefania Coralluzzo, la direzione del format affidata allo stilista Paolo Fumarulo, le pubbliche relazioni curate da Nicola Altomontee i contributi fotografici di Vincenzo Testa, Enzo Dell’Atti e Sandro Quarto.

Il Premio Moda Matera si avvale dell’alto patrocinio e del sostegno del Comune di Matera, dell’APT Basilicata – Regione Basilicata, della Fondazione Matera Basilicata 2029, di Confartigianato Nazionale e della collaborazione di INGEST.

In una Matera che, dopo il titolo di Capitale Europea della Cultura, guarda al 2026 come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, la moda diventa così racconto, identità e occasione di incontro tra linguaggi e tradizioni diverse.

Ideata e promossa dall’APS “Officina della Cultura” ETS, la manifestazione conferma il proprio ruolo nel panorama nazionale della moda. Attraverso la “Settimana della Cultura”, il Premio propone una visione del fashion system che supera la dimensione estetica per farsi ponte culturale e strumento di dialogo tra i popoli del Mediterraneo.

Eleonora Marino

Al Museo del Saxofono un’esplosione di jazz, soul e contaminazioni per l’ultimo appuntamento della rassegna

La settima edizione di FAI BEI SUONI si avvia alla conclusione con una serata all’insegna del ritmo, della creatività e dell’incontro tra generi. La rassegna estiva del Museo del Saxofono saluterà il pubblico sabato 18 luglio alle 21.30 con BRASSENSE – New Breath in Town, un appuntamento pensato per trasformare il palco del Museo in un crocevia sonoro in cui jazz, soul, funk e canzone d’autore dialogano in modo originale e coinvolgente. Anche quest’anno l’iniziativa, promossa dal Museo del Saxofono, ha confermato la propria vocazione di spazio aperto alla sperimentazione, capace di valorizzare il jazz come linguaggio contemporaneo, dinamico e in continua evoluzione.

Al centro della serata ci sarà BRASSENSE, ensemble dal carattere deciso che combina l’energia espressiva di un quintetto di ottoni con le sonorità della chitarra elettrica, della batteria e delle percussioni. Ne nasce una proposta musicale elegante e trascinante, dove la forza timbrica degli strumenti a fiato incontra il groove, l’improvvisazione e una costante attenzione alla ricerca sonora.

A impreziosire il concerto sarà la presenza speciale della cantante cubana Irina Arozarena, interprete intensa e carismatica. La sua vocalità calda e avvolgente, unita a una forte presenza scenica, le consente di muoversi con naturalezza tra jazz, soul, atmosfere latine e repertori contemporanei, aggiungendo alla performance una dimensione emotiva ancora più profonda.

La scaletta proporrà un viaggio attraverso alcune pagine memorabili della musica internazionale del Novecento, con riletture e arrangiamenti originali di brani legati a nomi come Carole King, Burt Bacharach e Stevie Wonder. Un repertorio noto e amato che, grazie alla visione musicale di BRASSENSE, viene restituito al pubblico con sfumature nuove, accenti inattesi e una vitalità sorprendente, in equilibrio tra memoria e presente.

Con questo appuntamento si chiude un’edizione di FAI BEI SUONI capace di intrecciare culture, linguaggi e sensibilità musicali differenti, rafforzando il ruolo del Museo del Saxofono come punto di riferimento del territorio per la promozione della cultura jazzistica e della musica dal vivo.

La serata comincerà alle 20.30 con l’apericena facoltativa su prenotazione, pensata come momento conviviale per vivere gli spazi del Museo prima dell’inizio del concerto.

Come ogni finale, anche questo sarà l’occasione per guardare avanti. Dopo la pausa estiva, il Museo del Saxofono riaprirà le porte con la quinta edizione del Fiumicino Jazz Festival, prevista nella prima settimana di settembre: un programma ricco di concerti e ospiti di rilievo nazionale e internazionale che darà il via a una nuova stagione dedicata alla grande musica.

Eleonora Marino